I nostri consigli
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Le tecniche di ormeggio
In caso di rischio di cattivo tempo è meglio usare una seconda ancora per evitare di arare. Sono possibili due tecniche : appennellare ed afforcare. Quando si usano due ancore, esse devono avere la stessa tipologia per lavorare in modo uguale.
Appenellare. Consiste nel calare due ancore di seguito. Se capita che non abbiano preso entrambe, la prima più vicina alla barca, serve almeno come peso per tenere la catena parallela al fondo prima della seconda ancora.
Afforcare. Significa gettare due ancore a V davanti alla barca. La manovra è delicata perché bisogna spostarsi sul primo ormeggio per calare il secondo.
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Tutte le forme
Esistono molte forme di parabordi dal cilindrico al lenticolare, oltre a quelli piatti e a sfera. Con una tale possibilità di acquisto, è spesso difficile sapere cosa scegliere e si è tentati di prendere un assortimento di forme diverse. I cilindrici, comunque, sono senza dubbio i più efficaci.
I cilindrici
Per proteggere lo scafo quando la barca è all’inglese o affiancata, i modelli cilindrici, con cimetta passante o con occhielli alle estremità, sono i più efficaci. Possono essere posti in verticale (utilizzo normale) o in orizzontale per proteggere una maggior lunghezza o evitare che si alzino per la risacca. Bisogna però che siano tutti dello stesso diametro. La seguente tabella vi aiuterà nella scelta del diametro corretto. La loro lunghezza dovrà essere uguale a 2/3 dell’altezza della murata.
E’ evidente
che, più sono grossi, più proteggono.
Lunghezza barca Diametro parabordi Numero -
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La randa
La tendenza attuale è la versione con stecche full-batten. Concepite inizialmente per i multiscafi, queste rande hanno stecche in orizzontale che coprono tutta la larghezza della vela dall'inferitura alla balumina e sono distribuite dalla testa dell’albero al boma. Questa disposizione permette di gestire meglio la forma della vela soprattutto nella parte alta e di offrire maggiore potenza aumentando l'allunamento della balumina. Inoltre, la vela full-batten ha una vita più lunga potendo “fileggiare” di più al vento rispetto ad una randa tradizionale. Il solo svantaggio è che deve essere montata su carrelli (meglio se a sfera) per issarla e ammainarla senza sforzo, un accessorio che influisce in maniera rilevante sul budget. Per la regata, gli skipper più esperti preferiscono la randa tradizionale, più leggera e con maggior libertà nelle regolazioni. Per le barche a vela più vecchie, il cui paterazzo imp -
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Normativa
Zattere di sopravvivenza nuova normativa ISO 9650
Questa norma internazionale è in vigore dal 2005 e concerne tutte le zattere delle barche da diporto di lunghezza inferiore a 24 m. Due zattere sono disciplinate da questa norma: le costiere ISO 9650
–II, quelle d’altura ISO 9650 –I.
Ad oggi, nonostante la nuova normativa internazionale ISO 9650 sia stata approvata nella sua
versione definitiva e pubblicata il 1 Marzo 2005, la sua applicazione non è ancora obbligatoria per tutti i paesi europei. Solo la Francia ha deciso per il momento di adottarla, primo paese in Europa. Italia e Spagna continuano a richiedere zattere in conformità alla loro normativa nazionale, emessa quando la norma ISO 9650 era ancora in via di definizione.
Le zattere ISO 9650 -
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Normativa
E' stabilita dalla circolare del 18 marzo 2009, n. 4866
Anche se per una navigazione a meno di 300 metri dalla costa un equipaggiamento individuale
(giubbotto o bracciale) da 50 Newton può essere sufficiente, non ne troverete nel nostro catalogo (salvo giubbotto specifico per derive). Per una navigazione entro le 6 miglia o in acque interne, il regolamento richiede 100 Newton. Per questa zona di navigazione, la cintura di sicurezza non è richiesta. Oltre le 6 miglia, sono necessari modelli da 150 Newton in espanso o meglio autogonfiabili. Il giubbotto autogonfiabile deve essere considerato come una dotazione personale di sicurezza che vi segue anche se cambiate barca.